Terni piange

di Luca Carlino
C’è silenzio. Un silenzio straziante e irreale per il centro della movida ternana. In Piazza dell’Olmo si raccolgono firme per dare ufficialità a ciò che è molto più che ufficioso per i frequentatori di queste vie: già per molti è piazza David Raggi. L’atmosfera è taciturna ma inquieta, il grido di giustizia pervade i pensieri dei presenti ma nessuno ha la forza di liberarlo, si resta immobili. Non si parla se non per dare un ultimo saluto al sorriso di David, ingrandito e appeso di fronte al suo locale preferito. Non servono parole, non serve necessariamente specificare il nostro modo di pensare o il nostro orientamento perché sin troppe speculazioni sono state fatte su questo evento tragico per tutta la nostra comunità, troppo inchiostro di agenzie di stampa per dichiarazioni roboanti è stato gettato in queste settimane, con il rischio di lasciare sullo sfondo proprio quanto accaduto. Non possiamo ammettere che questo accada, non possiamo accettare le strumentalizzazioni propagandistiche a cui abbiamo dovuto assistere.David non meritava la morte e non merita di certo le speculazioni a cui abbiamo assistito attoniti. Da esseri umani abbiamo un unico dovere, ricordarlo e stringerci attorno al dolore di quelle persone – i genitori, il fratello, gli amici e tutti i suoi affetti – che credevano di trovarlo sempre al solito posto e che invece lo hanno ritrovato sgozzato per mano di una bestia umana. Una nota pagina Facebook ternana ha pubblicato un post con cui ha provato a distaccarsi dalle polemiche: “riconosciuta la nazionalità dell’assassino: è uno stronzo”. Il concetto è chiaro, ma forse riduttivo, un eufemismo troppo eclatante, perché “stronzo” è colui che non ti concede il suo aiuto, che ti sbeffeggia, che evita di salutarti o ti tratta con sufficienza. Quell’epiteto non è sufficiente per chi uccide il primo ragazzo che incrocia il suo sguardo. Qui c’è di più, si tratta di un evento talmente inconcepibile da essere e apparire disumano, che chiarisce a tutti la crudeltà della vita e la brutalità del fato. Messi di fronte a quest’incubo, i cittadini ternani si sono fermati, hanno pensato a David come al ragazzo della porta accanto, un nostro amico, un fratello, un figlio. E hanno reso onore al ricordo, con la maturità e la dignità di chi non parla ma agisce, di chi è sconcertato da tanta efferatezza ma non si rassegna e risponde riappropriandosi degli stessi luoghi dove si è consumata la tragedia per salutare ancora una volta il suo David.

David aveva 27 anni, studiava Biotecnologie Farmaceutiche, già informatore farmaceutico e volontario del 118, a detta di tutti un ragazzo generoso, simpatico che viveva pienamente la sua città, amava andare a prendere un aperitivo in compagnia degli amici in uno dei locali più noti e frequentati del centro. Avrebbe dovuto avere a disposizione ancora tanti anni di aperitivi in compagnia: anche per questo non va dimenticato.

Chiediamo allora – per ricordare David e onorarne davvero la memoria – posti sicuri dove vivere, chiediamo che ognuno svolga il proprio lavoro con serietà e coscienza, chiediamo che lo Stato riconosca i rischi e attui prevenzione, cercando per quanto possibile di non dover ricorrere alla riparazione. Chiediamo semplicemente di non andare incontro alla morte quando usciamo la sera, quando popoliamo le vie della nostra città, quando prendiamo il nostro aperitivo. Anche noi. Nel nostro locale preferito. In piazza David Raggi.

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