Siamo Ancora Qua

Il tempo passa e inevitabilmente cambia circostanze, situazioni e persone: a questa verità inoppugnabile nessuno può opporsi. E, del resto, il cambiamento è spesso positivo: è dentro la mutazione che si sprigiona l’evoluzione e il progresso, col suo carico di novità e opportunità. Dobbiamo quindi accogliere con entusiasmo il cambiamento, anche se a volte è doloroso, perché ci allontana da quelle che erano le nostre amate certezze. Allo stesso tempo, infatti, esso ci obbliga a rimetterci in marcia, ci sprona a guardarci dentro, a battere nuove strade, in una parola a crescere e sempre a migliorarci.

E’ con questa convinzione che anche in questo nuovo anno scolastico prende vita il Galileiscopio, periodico di approfondimento del Liceo scientifico “Galileo Galilei” di Terni. Un giornale rinnovato, quello di quest’anno, per gestione e forma, ma animato sempre dallo stesso spirito: quello di coloro che credono fermamente, con passione e determinazione, nel valore di una nuova generazione che sta crescendo e che ha vitale bisogno di spazi d’espressione attraverso cui dare forma al proprio pensiero e alla propria visione del mondo. Questa nuova edizione del Galileiscopio ha, però, davvero qualcosa in più, una preziosità maggiore, talmente importante da rendere chi scrive particolarmente orgoglioso di poter dare il proprio modesto contributo.

I semi che erano stati piantati e coltivati negli anni precedenti sono, infatti, ormai pienamente maturati e oggi, pur nelle difficoltà che sempre accompagnano le imprese coraggiose, hanno dato il loro magnifico frutto. Ho avuto l’onore di guidare il Giornale e la sua redazione nello scorso anno scolastico, ricevendo in dono la fortuna inestimabile di conoscere ragazzi e ragazze la cui luce potenziale rende decisamente meno oscura la prospettiva con cui rivolgo il mio sguardo a domani. Durante quell’esperienza abbiamo condiviso non soltanto l’orgoglio di essere all’altezza della Scuola che ci accoglieva, ma anche e soprattutto il desiderio di allargare i nostri orizzonti, di guardarci intorno, per cercare di decifrare le dinamiche del mondo intorno a noi, con curiosità e spirito critico. Oggi che i nostri destini si sono separati, con ammirazione prendo atto che quei valori sono rimasti intatti nelle loro menti e nelle loro coscienze, a un livello tale di maturità da essere in grado di proseguire il proprio cammino in totale autonomia, diventando essi stessi guida per altri che, come loro, vogliono intraprendere questo complesso ma vivifico percorso di crescita e maturazione. Ed è per questo che, porgendo il mio saluto e l’augurio per un lavoro che sia all’altezza della loro qualità e del Liceo che hanno la fortuna di frequentare, io li ringrazio. Ma non si tratta della solita retorica che spesso accompagna occasioni come queste.

Questa nuova edizione del Galileiscopio, infatti, nata dalla volontà caparbia di un gruppo di giovani studenti, sostenuti da alcuni generosi e lungimiranti insegnanti, ha il vivo colore rosso di una speranza nuova: quella di una nascente generazione di uomini e donne consapevoli del fatto che la Cultura non è solo quella dei libri, che pure è essenziale e fondamentale. Perché la nostra povera Italia, umiliata e offesa da una crisi che prima che economica è vuoto di valori e miseria d’ignoranza, può rinascere solo se coloro che presto ne diventeranno i protagonisti, gli studenti che oggi siedono tra i banchi di questa come di tutte le scuole, avranno risvegliato in loro una profonda coscienza civica, che si nutre di conoscenza del passato e comprensione del presente, per interpretarlo e incanalarlo nella direzione corretta che porta a un futuro finalmente più degno di essere vissuto.

Ecco perché esiste il Galileioscopio ed ecco perché dobbiamo impegnarci perché continui ad esistere, indipendentemente dalle persone che lo incarneranno. Come diceva il grande Nelson Mandela, esempio di umanità infinita verso cui dobbiamo tendere, ‹‹quando lasciamo splendere la nostra luce, inconsciamente diamo il permesso agli altri di fare lo stesso. E quando ci liberiamo della nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri››. Ecco perché siamo ancora qua; ecco perché Il Galileiscopio, nonostante tutto, è e sarà ancora qua!

Prof. Daniele SORVILLO

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